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MaToSto L'archivio storico della Camera di commercio di Torino custodisce una ricca, articolata e preziosa raccolta storico-documentaria, che testimonia in modo significativo la storia economica e sociale del territorio e la sua evoluzione nel tempo.

Con la banca dati MaToSto (Marchi Torinesi nella Storia) l'ente camerale intende mettere a disposizione del pubblico e degli studiosi il patrimonio storico dei marchi registrati presso i suoi uffici, consistente nei verbali delle domande di registrazione di marchi nazionali ed internazionali risalenti al 1926.
L'attività di digitalizzazione è iniziata nel 2012 e avrà un'implementazione annuale.

I numeri di MaToSto

Per ora si giunge a consultare i documenti fino al 16 maggio 1956 compreso.
In totale 14.787 documenti, manoscritti fino al 1936, fra i quali si annoverano 1.174 registrazioni di marchi internazionali.
5.914 risultano essere i marchi figurativi, 8.557 quelli verbali.
Troverete anche 16 le note di trasferimento, 1 ricorso, 1 dichiarazione, 1 documento non definito, 12 rinunce, 8 radiazioni, 4 istanze di ricorso e 665 rinnovi.
Per i marchi del periodo 1926-1941 non è possibile effettuare le ricerche per classe merceologica.
La ragione ha una radice storica, che trova rispondenza puntuale in tutti i documenti.

Le radici normative

La prima Legge Italiana sui Marchi, ispirata alla prima Legge Organica Francese del 23 giugno 1857, risale al 30 agosto 1868: in questa norma non era prevista una data di scadenza di validità della registrazione, la cui durata era indefinita a condizione che il marchio venisse usato, né una classificazione di merci e prodotti.

Quindi all'epoca non erano contemplati né il rinnovo della registrazione né la designazione di specifiche classi per i marchi.
Solo nel 1942 la norma è stata sostituita con il R.D. 21 giugno 1942, n. 929.

A questa Legge era allegata una tabella C, che classificava "i generi di prodotti o merci" (allora non venivano riconosciuti come registrabili i marchi di servizio) in 49 classi.

Tale tabella era stata stilata sia per uniformarci ad una tendenza palese in campo internazionale, sia per ubbidire ad un impegno assunto con la Francia e volto all'adozione di un sistema uniforme di classificazione al fine di permettere l'adozione tra i due paesi del principio del deposito ambivalente.

Essa è successivamente stata sostituita, in virtù della Legge 10 aprile 1954, n. 129, con altra classificazione identica a quella del WIPO per la classificazione dei marchi internazionali.

La Legge 10 aprile 1954, n. 129 è rimasta in vigore dal 19 maggio 1954 al 31 gennaio 1960 e il fatto che la tabella dei prodotti e dei servizi che introduce è diversa da quella precedente (comprende, infatti, 42 classi, di cui 8 di servizi), ci ha indotto a modulare la ricerca per classificazione tenendo conto di queste distinzioni e dando la possibilità ai ricercatori di effettuare una scelta sulla base della specifica norma a cui si fa riferimento.